Ho la necessità di innamorarmi così da potermi imborghesire
April 29th, 2008Se ve le spiego queste frasi che gusto c’è?
Se ve le spiego queste frasi che gusto c’è?
Adoro le noccioline americane e tutti i suoi derivati.
Ecco tutto.
Beh ciao.
La cosa più ingiusta della vita è come finisce. Voglio dire: la vita è dura e ci porta via la maggior parte del nostro tempo. Cosa ottieni alla fine? La morte.
Che significa?!? Che cos’è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto? Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero. Poi, si viene relegati in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perché troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant’anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono feste, alcool, erba e il liceo. Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisci il tutto con un bell’orgasmo.
Woody Allen
Tnx to Picasso
Electro, electronic, techno, minimal, idm
Avvolto nel mio piumone, il mio orologio biologico ignaro del sabato non lavorativo suona la sua sveglia. Resto nel letto a poltrire cercando di capire che ore sono. Il sole entra portandomi la luce del giorno, ma non è abbastanza forte da svegliarmi, filtrato dalle tapparelle o forse dalle nubi milanesi. Resto nel letto senza pensieri, senza impegni. Oggi la metro delle 8:10 direzione Abbiategrasso non mi sta aspettando. Ma gli impegni della vita, procrastinati e rimpiazzati per tutta la settimana dal lavoro, mi attendono, lì, sotto forma di piatti sporchi, panni da lavare e camicie da stirare. Nel letto, avvolto dal mio piumone, con i piedi che spuntano in fondo nel cercare le lenzuola piene del freddo della notte, per poi ritirarsi di nuovo al calduccio, non penso agli impegni. Mi godo l’illusione di una giornata senza senza doveri, desideroso solo di una persona lì accanto con cui stare abbracciato e condividere quel momento di nulla e di stasi. Mi trovo lì consapevole del bisogno di un motore di avviamento che mi spinga ad alzarmi perchè voglio e non perchè devo. Cerco quell’archè immobile che crei dentro di me moto e voglia di andare incontro alla mia giornata e alla vita. Ma lì al mio fianco non c’è nemmeno più il mio cuscino, scaraventato fuori dal mio letto durante una notte di pensieri turbolenti. Fortuna che c’è la mia astinenza di nicotina che mi spinge ad alzarmi e ad accendermi una sigaretta.
E la mia giornata ha inizio.
Essence benzina e gasolina
soltanto un litro e in cambio ti do Cristina
se vuoi la chiudo pure in monastero
ma dammi un litro di oro nero
Ti sei fatto il palazzo sul Jumbo
noi invece corriamo sempre appresso all’ambo
ambo terno tombola e cinquina
se vinco mi danno un litro di benzina
Spendi spandi spandi spendi effendi
spendi spandi spandi spendi effendi
Spider coupè gitti alfetta
a duecento c’è sempre una donna che ti aspetta
sdraiata sul cofano all’autosalone
e ti dice prendimi maschiaccio libidinoso coglione
non più a gas ma a cherosene
il riscaldamento centralizzato più ti scalda più conviene
niente carbone mai più metano
pace prosperità e lunga vita al sultano
Spendi spandi spandi spendi effendi
spendi spandi spandi spendi effendi
Non so ma oggi mi va così
Ciao Milano
Non basta essere circondati di gente per non sentirsi soli
A questo mondo siamo tutti fratelli, il difficile è capire chi è Abele e chi è Caino.
Enzo Biagi, 9 Agosto 1920 - 6 Novembre 2007
Ho aspettato un pò prima di scrivere un nuovo post sulla mia venuta qui a Milano. L’ultimo ha sollevato un’accesa ma educata discussione e quindi ho preferito chiarirmi le idee prima, così da poter scrivere un post lucido a differenza del precedente, scritto di getto e spinto dall’ira. La mia rabbia verso Caserta, e in particolare verso alcune persone di Caserta, è ormai passata e sento già di star per entrare in quella fase nostalgica dove Caserta si manifesta nei miei ricordi come una bella e piacevole cittadina senza problemi. No scherzi a parte, la realtà è che questo post è troppo fresco (in termini di tempo non di figosità). Perchè sebbene abbia dimenticato le mie incazzature con Caserta, è anche vero che non ho ancora esaurito il mio entusiamo per il nuovo, ovvero Milano.
Per me ora Milano appare fantastica. Non tanto perchè è Milano, ma perchè penso che chiunqe si trasferisca in una grande città ne rimanga colpito. Insomma qui tutto è più grande, tutto funziona, ci sono mille posti, mille negozi, mille locali e mille euro al mese per fare tutto, o almeno provarci. Quindi ora come ora Caserta non mi manca minimamente. Però mi mancano un sacco i miei amici, in particolare mi mancano i pomeriggi-cena-film con Armenia, gli intalliamenti sotto al parco per cercare di andare al galeotto, il galeotto, Erasmo che si lamenta e che mi racconta cosa sognerebbe di fare, le cameriere del galeotto che mi coccolano, Marina che si sfoga con le sue pippe mentali per poi lasciarmi avanti a “Sex and the city” mentre si prepara, io e Roger che cerchiamo di capire l’elettromagnetismo, avendo ormai rinunciato a capire questa sinistra, Attilio che tossisce, Mauro che fa Smaurus, Gianni che frigge le patatine al galeotto mentre cerca di spiegarmi l’ennesimo problema al suo PC, i caffè da Celestino con i BG & Affini e… strano ma vero, mi manca la tangenziale di Napoli. Sarà che ho fatto 5 anni di tangenziale tutti i giorni, e quindi ora mi manca, ma appena scendo vado fino a Pozzuoli e torno.
Cmq il senso di questo post è: qui per ora va tutto alla grande, io sto bene, mi sto divertendo e son felice di stare qui, ma resta il fatto che mi mancate tutti e che non vedo l’ora di rivedervi.